Il
Papa Sisto IV donando solennemente al Popolo Romano nel 1471 alcune antiche
statue in bronzo già conservate al Laterano costituì il primo
nucleo dei Musei Capitolini. La restituzione alla città delle vestigia
della sua passata grandezza acquistava un più alto valore simbolico
per la loro collocazione sul Campidoglio, centro della vita religiosa della
Roma antica e sede delle magistrature civili cittadine a partire dal medioevo,
dopo un lungo periodo di abbandono. Le sculture furono in un primo tempo
sistemate sulla facciata esterna e nel cortile del Palazzo dei Conservatori
ed in breve il nucleo originario fu arricchito da successive acquisizioni
di reperti provenienti dagli scavi urbani. Con la costruzione del Palazzo
Nuovo sull'altro lato della piazza fu possibile dal 1654 sistemare in maniera
più adeguata la grande quantità di opere che si era accumulata
nel Palazzo dei Conservatori, collocandone una parte nell'edificio appena
costruito. Il Museo Capitolino fu però aperto al pubblico solo nel
secolo successivo, in seguito alla acquisizione della collezione di statue
e ritratti del cardinale Albani ad opera del papa Clemente XII, che lo inaugurò
nel 1734. Un notevole accrescimento delle raccolte ebbe luogo alla fine
dell'Ottocento, dopo la designazione di Roma come capitale dell'Italia unificata
nel 1870, in occasione degli sterri per la costruzione di nuovi quartieri.
Per la grandissima quantità di materiali provenienti dagli scavi
furono allestite nuove sezioni di esposizione nel Palazzo dei Conservatori
e venne contemporaneamente realizzato sul Celio il Magazzino Archeologico
Comunale, in seguito denominato Antiquarium. Alcune sculture trovarono posto
in un padiglione a pianta ottagonale, la "Sala Ottagona", appositamente
costruito nel giardino interno al primo piano del Palazzo dei Conservatori.
Nel 1997, per liberare gli ambienti del museo interessati dai lavori di
ristrutturazione, le sculture sono state in gran parte temporaneamente trasferite
nel suggestivo spazio espositivo ricavato nell'ex centrale elettrica dell'Acea
sulla via Ostiense, la centrale Montemartini. Il progetto di ristrutturazione
del complesso museale, affidato agli studi Dardi ed Einaudi e per il Giardino
Romano all'architetto Carlo Aymonino, ha portato alla creazione di un percorso
museale molto articolato, che affianca l'acquisizione di nuovi spazi espositivi
alla riorganizzazione di alcuni settori del museo e alla riapertura delle
sezioni chiuse.
I
lavori realizzati a Palazzo dei Conservatori (in alto a sinistra), Palazzo
Nuovo (sopra), Palazzo Clementino e Caffarelli (a sinistra) hanno riguardato
il restauro conservativo di alcune facciate interne ed esterne, il rifacimento
completo delle coperture, il consolidamento dei solai per l'adeguamento
ai sovraccarichi di legge, il restauro degli ambienti interni per la realizzazione
di nuovi percorsi espositivi e l'adeguamento alla normativa per l'abbattimento
delle barriere architettoniche, il restauro di soffitti lignei, gli scavi
archeologici, il rifacimento a norma di legge di tutti gli impianti tecnologici.

RESTAURO
CONSERVATIVO DEI PROSPETTI
L'intervento ha riguardato i prospetti su Via delle Tre Pile (foto), i prospetti
interni del Cortile Michelangelo e del Giardino Romano (foto), il prospetto
sulla scalinata del Vignola ed i prospetti del cortile interno e di quelli
che guardano l'Ara Coeli di Palazzo Nuovo. I cicli lavorativi, nel rispetto
delle tecniche del restauro conservativo e delle indicazioni impartite dalla
Soprintendenza competente hanno previsto, oltre una propedeutica ed approfondita
indagine conoscitiva che ha permesso, mediante analisi di laboratorio su
campioni prelevati in sito di individuare le vecchie cromie e l'esatta composizione
degli intonaci e delle coloriture da riprodurre, il successivo consolidamento
degli intonaci e degli elementi lapidei, la pulizia dei travertini e degli
elementi in laterizio e le opere di tinteggiatura. La
volontà di ripristinare l'architettura originaria del complesso edilizio
ha portato tra l'altro alla ricostruzione della rampa su Via delle Tre Pile
(foto) che era stata demolita nei secoli scorsi.

RIFACIMENTO COPERTURE
L'intervento è consistito nel rifacimento dei tetti di tutto il complesso
edilizio dei Musei Capitolini e si è articolato nelle seguenti lavorazioni:
rimozione delle tegole, consolidamento delle vecchie strutture lignee di
orditura primaria e secondaria, sistemazione del pianellato in laterizio,
realizzazione di massetto armato e delle opere di coibentazione ,esecuzione
di una impermeabilizzazione, posa in opera delle vecchie tegole. A completamento
dell'intervento sono state realizzate le canale di gronda ed i discendenti
in rame e sono stati sostituiti alcuni abbaini fatiscenti.
LA
TERRAZZA CAFFARELLI - Di particolare pregio è stata la realizzazione
della "Caffetteria Capitolina" che si pregia di avere quale spazio
esterno la terrazza caffarelli dalla quale è possibile ammirare uno
dei più belli panorami di Roma.
Tale terrazza è stata completamente ristrutturata con lavori che
hanno previsto il consolidamento dei solai e delle volte, il rifacimento
del manto
di impermeabilizzazione e della pavimentazione realizzata con zoccoli in
muratura fatti a mano disposti a disegno e il rifacimento dei lucernari.
CONSOLIDAMENTO
SOLAI - L'adeguamento alle norme vigenti, che prevedono per i solai negli
ambienti museali un sovraccarico di 600 kg./mq, ha portato al rinforzo di
gran parte dei solai esistenti. I solai in profilati metallici e volterranee
sono stati consolidati mediante la sovrapposizione di profili a T saldati
sull'ala superiore delle travi esistenti e getti di completamento in cls.
Conseguentemente si sono resi necessari e quindi sono stati realizzati interventi
di consolidamento di alcune murature portanti mediante l'esecuzione di rinforzi
locali eseguiti con la tecnica del "cuci e scuci" e l'esecuzione
di catene metalliche .
IMPIANTI
TECNOLOGICI - La situazione di tutti gli impianti tecnologici esistenti
prima dei lavori di ristrutturazione era assolutamente precaria ed in alcuni
casi fuori norma. Sono stati realizzati per intero tutti gli impianti elettrici,
dalla cabina di trasformazione alla distribuzione primaria e secondaria
delle linee di potenza e di illuminazione fino alla fornitura in opera dei
corpi illuminanti e l'impianto per le scariche atmosferiche. L'impianto
termico, è stato completamente ristrutturato con la sostituzione
di tutte le tubazioni esistenti e la realizzazione delle centrali termiche.
Gli impianti di sicurezza, sono stati progettati e realizzati con gestione
intelligente dei dati e centralizzazione degli stessi secondo standard comuni
a tutti i musei di roma. Completano il quadro degli impianti realizzati
l'esecuzione del condizionamento dei piani uffici, gli impianti per la protezione
attiva e passiva antincendio e l'esecuzione di n.3 ascensori. Nella realizzazione
di tutti i lavori citati si sono incontrate grandi difficoltà nell'individuare
i passaggi verticali ed orizzontali delle tubazioni, visti i vincoli esistenti
all'interno del museo.


RISTRUTTURAZIONE
DEGLI AMBIENTI INTERNI - Particolare attenzione e cura è stata applicata
nella ristrutturazione degli ambienti interni del museo al fine di assicurare
e restituire l'antico splendore originario.
L'accuratezza nelle opere di finitura hanno permesso di ottenere risultati
estetici di assoluto pregio rapportati all'importanza che i luoghi richiedevano
(vedi foto) .

SCAVI
ARCHEOLOGICI - La
campagna di scavi archeologici ha interessato tutta la zona del Museo Nuovo
ma soprattutto l'Area del Giardino Romano. Gli scavi in questione, propedeutici
alla realizzazione del progetto dell'Arch. Aymonino sono sicuramente tra
i più importanti realizzati a Roma negli ultimi decenni ed hanno
messo in luce le fondazioni del Tempio di Giove che furono realizzate in
blocchi tufacei. La capacità mostrata dalla manodopera altamente
specializzata che è stata impiegata per oltre due anni in stretta
collaborazione con la Soprintendenza competente resterà quale importante
testimonianza storica della specifica professionalità del Gruppo
Gherardi in un campo tanto difficile quanto affascinante.


TRATTAMENTO
DEGLI ELEMENTI LIGNEI - Particolare attenzione è stata dedicata nei
lavori di risanamento antiparassitario degli elementi portanti in legno
,quali ad esempio le travi del tetto, e degli elementi decorativi quali
cassettonati ed imbotti . Il lavoro è consistito in un trattamento
disinfestante eseguito per via umida con nuove metodologie a pressione.
Il liquido antiparassitario è stato iniettato (con l'ausilio di una
piccola pompa) tramite sonde ed aghi inseriti negli elementi lignei in numero
tale da assicurare il completo trattamento di tutte le superfici (vedi foto).
Parallelamente al trattamento antiparassitario è stato eseguito il
consolidamento degli elementi portanti con l'inserimento di vere e proprie
protesi lignee per sostituire le parti ammalorate soprattutto in corrispondenza
degli innesti nelle murature. Quale atto conclusivo sono state eseguite
le opere di restauro che hanno permesso di rimettere in luce nel loro splendore
originario tutti i cassettonati degli ambienti ai vari piani e di alcuni
degli infissi interni aventi rilevante importanza storica.
