Comune di Roma
Area Archeologica dei Fori Imperiali
MERCATI TRAIANEI
Interventi per la rifunzionalizzazione del complesso


Questo grande complesso a carattere utilitario, tutto in laterizio a vista, fu ideato e realizzato da Apollodoro di Damasco, lo stesso ideatore del Foro di Traiano. Diviso dalla piazza rettangolare del Foro da un muro in blocchi di peperino e posizionato nel punto dove fu operato il taglio della collina che collegava il Quirinale e il Campidoglio esso è disposto su una seria di gradini successivi. Proprio perché destinato a sostenere e nascondere il taglio del Quirinale è naturale pensare che fu costruito prima del Foro, tra il 110 e il 112 d.C. L'odierno ingresso in via Quattro Novembre corrisponde all'originario ingresso posteriore dei Mercati. Questa è la parte meglio conservata e da qui si gode di un'incomparabile vista sui Fori.Si entra nei Mercati attraverso una grande galleria a volta, ai lati della quale, si trovavano i magazzini e le botteghe. Il perfetto stato di conservazione é dovuto al fatto che la costruzione era stata inglobata in un convento ed é stata riportata alla luce solo tra il 1932 e l'anno successivo.Visitando questi negozi dell'antica Roma non é difficile immaginare il brulicare delle persone e dei traffici dei tempi antichi. In alcune delle botteghe, su una lastra in pietra del pavimento, é riportato il tipo di mercanzia in vendita (vino, olio, ecc.) Altre botteghe vendevano fiori, profumi, spezie e droghe, calzature, medicamenti e questo grande bazar può indubbiamente essere paragonato ad un moderno supermercato.

Le opere eseguite ai Mercati Traianei hanno riguardato aspetti progettuali e realizzativi tipologicamente differenti che variano dal restauro di cortine archeologiche, alla realizzazione di architetture moderne accanto a quelle antiche, quali elementi indispensabili per adeguare la visitabilità del complesso monumentale agli standard di comfort e sicurezza richiesti e per proteggerne le parti in restauro, esposte agli agenti atmosferici. L'intervento ha avuto cinque scenari principali: l'Aula Grande, il Giardino delle Milizie, il Museo Archeologico, l'Insula ed il Cortile della Scuola. In queste zone sono stati compiuti lavori di analisi strutturale, consolidamento, restauro generale e protezione conservativa.Altre opere di puro restauro sono state svolte in altre zone dei Mercati quali il Grande Emiciclo, il Piccolo Emiciclo, la Via Biberatica e le Aule semicircolari a livello Foro. Le nuove architetture realizzate hanno avuto un carattere di reversibilità, con collegamenti puntuali al contesto preesistente e soluzioni tecnologiche tali da assicurare interventi intrusivi ridotti al minimo indispensabile.

Il grande ambiente dell'Aula Grande. L'intervento conservativo ha previsto il consolidamento dei piedritti della grande volta in calcestruzzo romano, la rimozione delle cerchiature in ferro degli anni trenta, la stesura di un manto pavimentale in cocciopesto in tutte le taberne e l'arrotatura leggera della pavimentazione realizzata negli anni trenta.

La struttura dell'Aula Grande è stata interessata da un programma di consolidamento atto a ripristinare il regime statico originario compromesso nei secoli da interventi di asportazione di elementi lapidei e, solo negli anni trenta, tamponato parzialmente da una campagna di restauro. I piedritti in travertino e le basi in muratura del complesso sistema di volte a botte, presentavano fessurazione dovute ad una scarsa risposta statica degli elementi. Si è inoltre appurato in fase di analisi che le cerchiature metalliche apposte durante il restauro degli anni trenta non miglioravano le condizioni di risposta strutturale al carico sovrastante, tanto da dover essere rimosse in luogo di un più idoneo processo di consolidamento degli elementi. Il consolidamento su piedritti e volte è iniziato con la puntuale perforazione dei singoli elementi, dettata dalle deformazioni e dal distacco dei rivestimenti in ogni singolo punto, e da una ipotesi di carico strutturale svolta in modo teorico. Le perforazioni sono state eseguite, spazialmente, in differenti inclinazioni, con mezzi preinstallati in posizione bloccata. In ogni perforazione si è poi introdotta una barra di acciaio filettata e si è proceduto alle iniezioni di malte idrauliche e resine chimiche. Le precamere di testa delle forature - più larghe delle perforazioni al fine di alloggiare i dadi di bloccaggio - sono poi state riempite con malte composte da leganti e polveri di materiale analogo a quello di destinazione. Una volta rimosse le cerchiature in ferro si è proceduto al restauro del paramento murario e alla protezione dello stesso dalle intemperie, tramite l'applicazione di protettivi chimici fino a completo assorbimento.

Le prime stuccature sottosquadro delle perforazioni dopo la conclusione dell'intervento di consolidamento, effettuata con polvere di marmo e grassello di calce per le forature del travertino e con cocciopesto a grana fine per le forature sulla cortina laterizia.

Introduzione delle barre filettate per il consolidamento dei piedritti, si nota la differente inclinazione delle perforazioni. Una "carota"di travertino estratta dalla perforazione.


La via Biberatica, l'antica via romana dove presumibilmente vi erano le botteghe di spezie e bevande. Qui si è svolta una grande opera di restauro dei paramenti murari in cortina di laterizio, degli elementi in travertino e del basolata di pavimentazione. Al termine dei lavori si è potuto notare lo splendido stato di conservazione di quello che rimane uno degli scorci più suggestivi del foro romano. L'opera di musealizzazione, come detto, ha richiesto la creazione di strutture integrative quali scale, barriere, rampe, etc., si è cercato, nei limiti del possibile, di creare un lieve impatto architettonico tra vecchie e nuove strutture. Alcuni livelli dell'area museale sono stati necessariamente collegati e dotati di tutti gli impianti tecnologici necessari allo scopo.


Nel quarto livello del complesso è stata ricavata un'area destinata ad accogliere gli uffici direzionali del museo. La grande altezza dei piani ha consentito la realizzazione di soffitti a volta che ben si integrano con le architetture presenti. La formazione delle volte ha richiesto il montaggio di una complessa struttura di sostegno in profili metallici, rivestita successivamente in cartongesso. Per le pavimentazioni non si è abbandonata la materia prima dei luoghi: il laterizio; si è utilizzato infatti un particolare tipo di cotto "spagnolo" di grande formato.

I vari livelli dell'area museale sono attraversati da due impianti elevatori di ultima concezione tecnica. Il più grande collega quattro livelli funzionali, dall'Aula Grande al Giardino delle Milizie. L'impianto più piccolo (foto) è destinato al trasporto di portatori di handicap, collega l'Aula Grande con la Via Biberatica.