|
|
|
Comune
di Roma
Il Teatro Marcello fu iniziato da Giulio Cesare e completato dall'imperatore Augusto nel 13 a.C., dedicato all'omonimo nipote ed erede designato, morto non ancora ventenne. L'edificio venne eretto al limite meridionale della IX regione augustea, Campo Marzio, nel luogo che la tradizione aveva consacrato alle rappresentazioni sceniche. L'esterno è in travertino, con 41 arcate inquadrate da pilastri, mentre per i muri radiali e gli ambulacri sono utilizzate l'opera quadrata in tufo, la cementizia e la reticolata. Si conservano solo i primi due piani, di ordine dorico e ionico. La scena, oggi scomparsa, era affiancata da due aule absidate e seguita da una grande esedra con due tempietti. L'altezza originaria doveva essere di circa 32 metri e poteva contenere oltre 15.000 spettatori. Trasformato in fortezza nel Medioevo e in palazzo nel '500 ad opera dei Savelli, l'edificio assunse la forma definitiva nel '700, passando agli Orsini. Il teatro in origine era coperto con un velario ed è noto dalle fonti che vi erano 36 vasi bronzei per facilitarne la risonanza acustica.
Nell'ambito del Progetto di riqualificazione dell'area del Teatro Marcello e del Foro Olitorio, durante gli scavi in corso, sono venute in luce numerose strutture ed elementi di notevole interesse scientifico. In particolare degni di nota sono i ritrovamenti in piazza di Monte Savello; si è infatti scoperta in sito una base di marmo bianco di grandi dimensioni, scolpita sui quattro lati con scene relative al mito di Ercole, con zoccolo di base modanato e riccamente lavorato. Il pezzo, in buono stato di conservazione, è parzialmente inglobato in strutture di età medievale. La base si trova in un'ampia zona lastricata alle spalle della scena del teatro di Marcello, un'area di postscaenium, ben nota dai resti della Pianta Marmorea severiana, chiusa verso il Tevere da un muro perimetrale di notevoli dimensioni, del quale, durante questi lavori, è venuto in luce un tratto. In questa zona insistono, per lo più direttamente sulla pavimentazione romana, murature medievali e rinascimentali di considerevole estensione, realizzate con grandi blocchi di tufo e materiali vari di recupero. Un'altra area di scavo è limitrofa alla chiesa di San Nicola in Carcere: è stata rinvenuta parte della struttura di età repubblicana del tempio nord del Foro Olitorio - probabilmente dedicato a Giano - , del quale era nota, fino a ora, solo la costruzione imperiale. Si sono, inoltre, scoperti vari tratti delle murature pertinenti al tempio di Pietas, che, per quanto non indagato ancora completamente, si è rivelato di grandi proporzioni. Infine, nel settore corrispondente alla rampa d'accesso da via Montanara, lo scavo ha messo in luce alcuni resti del portichetto dei templi di Apollo e Bellona, già parzialmente conosciuto, e a fianco una strada basolata di epoca tarda, della quale non si aveva alcuna notizia precedentemente. Le strutture romane per lo più sono state trasformate, manomesse e inglobate in murature posteriori, peraltro pertinenti a varie fasi cronologiche (dal sito web del comune di Roma).
I lavori svolti in questo vasto appalto riguardano le opere di restauro e riqualificazione dell'area archeologica del teatro di Marcello, del teatro al Portico d'Ottavia, la sistemazione superficiale delle pavimentazioni dei siti archeologici, il miglioramento delle aree di bordo e di accesso alla via del teatro, la riqualificazione e sistemazione urbana dell'area di piazza Monte Savello ed il restauro del Tempio di Apollo Sosiano. Le opere descritte sono state realizzate nell'ambito del Piano per gli interventi previsti per il Giubileo del 2000 e hanno sanato un'area ricca di resti archeologici di grande rilievo storico su cui in passato, in particolare negli anni trenta, si erano svolte opere di restauro decisamente incomplete se non peggiorative. Nell'area di Monte Savello (foto), oltre agli scavi archeologici precedentemente descritti, si sono compiute alcune opere di conservazione che hanno compreso il diserbamento di pavimentazioni e murature, il preconsolidamento dei manufatti, la rimozione di stuccature e la pulizia dei paramenti, il trattamento biocida delle superfici dei monumenti, le opere di consolidamento definitivo, il trattamento di protezione di tutte le superfici lapidee trattate, la protezione della sommità dei muri con coccio pesto, la posa in opera di pavimentazioni sulle aree pedonali e carrabili limitrofe e l'esecuzione in opera di protezioni, ringhiere e cancellate in ferro. Si è inoltre realizzato il sistema superficiale e sotterraneo per lo smaltimento delle acque pluviali dell'area. Il contenimento delle porzioni di terreno delle pendici si è realizzato con grandi tavolati e travature di legno lamellare sottoposto a trattamento idrofugo. Sulle altre aree, compresa quella dello stesso teatro, si è proceduto anche al restauro delle grandi lastre di travertino della pavimentazione ed al rifacimento delle aree inesistenti e di collegamento con un pavimento a pacchetto drenante a base di scaglie di tufo e travertino.
Tutte
le facciate in travertino ed in tufo del teatro Marcello sono state restaurate
secondo i criteri prima descritti, sotto il controllo della Soprintendenza
Comunale e dell'Istituto Centrale del Restauro. Molte opere complementari
e di protezione, soprattutto a ridosso dei nuovi ritrovamenti, sono state
studiate e concepite durante il corso dei lavori. Il terreno a ridosso dei
dislivelli dell'area compresa tra via Montarone e la rampa di accesso al teatro
è stato contenuto con una muratura a gravità composta da grandi
blocchi di tufo. L'area, così intesa, valorizza lo scenario e mette
il risalto la vicina chiesa di Santa Rita (foto), restaurata in precedenza
da questa impresa. Gli impianti presenti sono stati riadeguati ed integrati,
ed è stata installata su tutta l'area una nuova rete tecnologica per
l'impianto di telecontrollo che renderà possibile l'apertura diurna
al pubblico.
DUE
PARTICOLARI VEDUTE DEL RILIEVO DEL "TEMPIO DI APOLLO" |