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CITTA'
DI JESI
Lavori di Restauro e Risanamento Conservativo della Cinta Muraria
Cittadina
Jesi
(Ancona) vanta una delle cinte murarie più interessanti d'Italia,
secondo gli studiosi tale opera ricalca nelle sue linee e dimensioni
principali quella di età romana dell'antica Aesis.
La
fortificazione attuale risale al periodo medievale, la costruzione ebbe
inizio nel Trecento e venne portata a termine nella seconda metà del
Quattrocento.
La
cinta muraria, edificata tutta in laterizio, si snoda per oltre un
chilometro e mezzo secondo una linea spezzata che nel suo insieme
richiama approssimativamente la forma di un trapezio che ha un
orientamento che segue l'andamento naturale del terreno ed alcuni
riferimenti astronomici, dato, che ritroviamo in molte città del
medesimo periodo storico.
Il
circuito murario è dotato, nella quasi totalità, di una porzione di
base inclinata che contribuiva anticamente al rimbalzo dei colpi di
artiglieria. La parte scarpata è separata dalla quella verticale
superiore tramite un cordolo di bipartizione, ancor oggi visibile in
quasi tutto il percorso. Conservati sono anche molti tratti del camino
di ronda che univa tutti i torrioni della cinta muraria. Attualmente
sono visibili quattordici dei diciassette torrioni edificati in origine,
alcuni a pianta pentagonale ed ottagonale.
Il
restauro della cinta muraria di Jesi ha rappresentato un notevole
impegno organizzativo ed operativo per la posizione e la vastità del
percorso murario. La tecnica d'intervento era invece già conosciuta ed
impiegata a più riprese, durante gli anni, sulle mura antiche della
città di Roma ed in altri comuni limitrofi.

Lo
stato di conservazione delle mura era in alcuni tratti, soprattutto
nelle porzioni basse, pessimo. In molti casi il paramento murario era
celato dietro strati di intonaco o veri e propri getti di calcestruzzo,
interventi realizzati nei secoli più volte su precise zone. In alcune
parti della muratura erano presenti attraversamenti e forature con
conseguente asportazione di gran parte dei mattoni. La vegetazione ha
aggredito nel tempo la gran parte della porzione inferiore esterna delle
murature e solo alcuni tratti, in corrispondenza di viabilità stradale,
si è proceduto nel tempo ad una costante manutenzione.

Per
il restauro si è provveduto dal principio a diserbare il paramento
murario, operazione eseguita quasi esclusivamente a mano, per poi
passare alla rimozione delle parti instabili o del tutto distaccate.
Tutti gli interventi sono stati eseguiti su piccoli tratti con la
tecnica del cuci e scuci anche al fine di non indebolire
complessivamente la struttura. Le porzioni di muratura sono poi state
sottoposte ad idrolavaggio o, ove presenti superfici intonacate, a
sabbiatura.

In
molti casi e soprattutto in presenza di elementi architettonici in
aggetto, si è proceduto al consolidamento dei paramenti. I serraggi al
sottostrato sono stati realizzati con l'inserimento di tiranti in
acciaio e la successiva iniezione di miscele leganti a bassa pressione.
Tutte le forature sono state coperte con laterizi precedentemente
rimossi o prelevati da zone più interne.

Tutta
la muratura è stata reintegrata nelle porzioni mancanti con mattoni di
recupero reperiti in zona. La connessione dei laterizi è stata eseguita
con malta di calce e pozzolana. La stuccatura e la stilatura dei giunti
è stata eseguita su tutto il paramento murario dopo l'asportazione di
quella esistente ed il lavaggio. Per il trattamento dei vari tratti del
percorso murario i mezzi d'opera e le opere provvisionali, quali:
recinzioni, ponteggi, sollevatori, etc.) sono state allestite e rimosse
decine di volte durante l'esecuzione dei lavori.

A
conclusione del processo di restauro di ogni singola porzione sulle
murature è stato applicato un prodotto antivegetativo dato a pressione.
Successivamente si è applicato un protettivo idrofugo, dato a spruzzo,
fino all'assorbimento completo.



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