|
|
|
FIERA
DI ROMA
1990 - L'Ente Autonomo Fiera di Roma in occasione del Mondiale di Calcio inaugura il "Centro Congressi" all'interno del Quartiere Fieristico
IL PALAFIERA -------------------- IL TECNOFIERA
Le opere eseguite all'interno del quartiere fieristico romano conservano ancor oggi, a distanza di un decennio, uno spiccato carattere di modernità ed originalità per una città storica e architettonicamente classica, quale è Roma. Le soluzioni strutturali utilizzate per la realizzazione del nuovo padiglione polifunzionale "Tecnofiera" e per la grande sala convegni "Palafiera", hanno costituito una vera e propria sfida agli abituali sistemi costruttivi ed allo stesso tempo, hanno rappresentato uno stimolo che l'impresa ha colto, a tutti i livelli, con entusiasmo e professionalità.L'area dell'intervento ha attraversato longitudinalmente tutto il quartiere fieristico che prima di allora, si era trasformato negli anni in un disomogeneo gruppo di edifici, costruiti in varie epoche, che poco rappresentavano le possibilità espositive e congressuali romane. La prima parte dell'intervento è stata infatti caratterizzata da una massiccia opera di demolizione totale o parziale di gran parte dei manufatti esistenti e da una attenta opera di bonifica degli impianti tecnologici insistenti sull'area. Le nuove costruzioni hanno avuto inizio con l'esecuzione del padiglione polifunzionale Tecnofiera. L'edificio nasce con l'aspirazione di un'ampia flessibilità d'uso unita alla necessità di grandi spazi omogenei, e l'impianto generale - 80 metri per 85 - risponde totalmente all'utilizzo. La tensostruttura adottata, per la grande copertura, prodotta dalla MERO Italia, era stata utilizzata in Italia solo in pochi casi ed per dimensioni contenute. Il sistema costruttivo ha permesso il premontaggio a terra di grandi porzioni di struttura (quattro quarti, da 40 metri per 40)sollevati e connessi successivamente. Grande l'importanza di un millimetrico posizionamento delle pilastrature in acciaio laterali e dell'unico pilastro centrale.
La struttura portante la copertura è essenzialmente costituita da aste (tubi in acciaio zincato bullonati alle estremità) e nodi sferici in acciaio galvanizzato recanti forature (mm-uni) atte ad accogliere le estremità delle aste per avvitamento. Ogni serraggio ai nodi è caratterizzato da una intensità differente, misurabile con chiave dinamometrica. Sia le aste che i nodi, vengono dimensionati in fase di calcolo ed hanno una precisa destinazione spaziale, dal momento che in ben pochi casi si ritrovano elementi simili. Le porzioni di struttura, montate a terra, sono state verniciate con pittura intumescente.La fase di sollevamento della struttura ha rappresentato un momento critico ed emozionante al tempo stesso. Ciascuna delle quattro porzioni è stata agganciata a terra e sollevata da quattro grandi autogrù. La coordinazione dei movimenti ha richiesto una preventiva fase di programmazione e simulazione dei singoli eventi temporali. La sequenza di sollevamento e serraggio, interamente filmata in videotape, ha costituito per qualche tempo materiale di studio, in Italia, per i successivi utilizzatori della struttura Italo-Tedesca. L'intera operazione ha coinvolto per circa 14 ore circa 60 operatori, tra tecnici e maestranze. Le singole parti sono state adagiate su ogni punto di appoggio tramite accurate manovre delle autogrù e controllate in quota dal personale addetto al serraggio, posizionato su piattaforme aeree. Per alcuni pilastri in acciaio si è dovuto eseguire un tirantaggio in opera, poiché nonostante la precisa rispondenza dei punti di aggancio, la zincatura dei profili ha prodotto lievi deformazioni (del tutto nella norma) che alla quota di 10-12 metri, non consentivano il serraggio. Coloro che hanno avuto modo di partecipare a questo "evento" ricordano ancor oggi, con emozione ogni momento di questa memorabile giornata.
La copertura è costituita da pannelli sandwich in lamiera zincata preverniciata con interposto un isolante poliuretanico. I pannelli, connessi tra loro con sistema m/f, sono stati agganciati ad una struttura portante in profili di acciaio zincato che poggia, tramite canotti telescopici, sui nodi della struttura MERO. Gli elementi telescopici consentono la posa del manto di copertura secondo le linee di pendenza pluviale prestabilite ed evitano il trasmettersi delle dilatazioni termiche tra le due strutture sovrapposte. La posa dei pannelli in quota ha comportato l'installazione di reti di protezione. Completata la posa dei pannelli, sulla superficie esterna della copertura è stata applicato uno strato di scorrimento e una serie di guaine bituminose, di cui l'ultima con superficie ardesiata. Alla superficie inferiore della struttura MERO è stata poi agganciata una fitta rete di corpi illuminanti, atta a soddisfare la più vasta ipotesi espositiva nella superficie sottostante. Le pareti esterne, in calcestruzzo prefabbricato in stabilimento secondo le indicazioni progettuali, sono state montate in due tempi differenti; prima e dopo il sollevamento della copertura, dal basso verso l'alto. La possibilità di suddividere, a seconda delle esigenze, la grande superficie del Tecnofiera in una numerosa serie di piccole cellule espositive ha dettato la realizzazione di una rete impiantistica di servizio molto evoluta. Tutti i servizi - acqua. Luce, f.m. e telefono - sono asserviti da terra, tramite pozzetti di servizio prefabbricati, realizzati per l'occasione, capaci si servire quattro differenti stands alla volta. La pavimentazione della grande superficie espositiva è di tipo industriale, realizzata in opera con un getto di calcestruzzo finito superficialmente con quarzo sferoidale levigato.
Lungo tutto il perimetro della copertura è stata realizzata una porzione inclinata della tamponatura in materiale semitrasparente, con profili autoportanti di alluminio e pannelli in policarbonato alveolare. In un periodo successivo all'appalto principale si è aggiunto, sulla superficie esterna di quest'ultimo elemento, un impianto per elementi frangisole automatizzati. Tutti gli elementi metallici delle strutture, dalle alte pilastrature alle grandi crociere dei controventamenti e tutti i laminati di finitura hanno subito o il medesimo trattamento cromatico. All'interno del padiglione espositivo è stata ricavata un'ampia zona uffici disposta su tre livelli, con affaccio sull'interno, dotata di tutti i servizi necessari. Gli uffici garantiscono al Tecnofiera un ottimo complemento funzionale, rendendo il complesso, all'occorrenza, indipendente dagli eventi tenuti nel resto del quartiere fieristico. La posizione all'interno del quartiere e la possibilità di due accessi indipendenti dall'esterno (da Via dei Georgofili e da Viale C. Colombo) contribuiscono a tale scopo. I varchi di accesso all'area espositiva interna sono differenziati in relazione all'uso specifico. Su due lati sono presenti dei varchi carrabili di tipo industriale atti al passaggio di infrastrutture espositive e mezzi di trasporto. I varchi pedonali, che siano utilizzati dal pubblico o meno, sono invece disposti su tutti i lati del padiglione. Gli accessi principali sono posti frontalmente agli accessi su strada pubblica. La facciata continua ubicata sull'accesso da Via dei Georgofili viene temporaneamente smontata per l'accesso di grandi carichi, tipo natanti e grandi attrezzature per l'edilizia.
Il "TECNOFIERA " da uno schema dell'Ente Fieristico.
Il Palafiera, l'opera più rappresentativa di questo appalto, nasce per dare una risposta mirata alle enormi possibilità congressuali di Roma. E' uno spazio che può ospitare una grande varietà di eventi aperti al grande pubblico con una capacità di 1.700 spettatori, divisi tra galleria e platea. Anche questo edificio nasce con una copertura sorretta dalla struttura spaziale MERO, ma in questo caso, a differenza del Tecnofiera, il manto di copertura è appeso alla parte inferiore della struttura reticolare. L'edificio nasce con la prospettiva di una futura estensione verso l'ingresso principale del quartiere fieristico. Il complesso si sviluppa su due livelli principali: la platea, grande sala a livello terra capace di 1.100 posti seduti, e la galleria, grande superficie a sbalzo sulla precedente con una capacità di 600 posti. La struttura in cemento armato di questo particolarissimo fabbricato è caratterizzata dalle grandi dimensioni degli elementi strutturali, dalle lunghe e massicce travi a sbalzo allo stesso solaio della galleria, alleggerito con elementi plastici inseriti nel getto. La realizzazione della copertura e dei controsoffitti scatolari ha comportato la costruzione di una complessa ed estesa struttura provvisionale.
La
struttura di sostegno della copertura fuoriesce dalla sagoma dell'edificio
estendendosi, lungo il piazzale antistante, fino all'ingresso di Viale dell'Arcadia.
Le 1.100 poltrone installate nella platea possono essere rimosse a blocchi per poter permettere un uso della sala diverso da quello di massima ricettività. Le prime file di poltrone sono dotate di scrittoio e derivazioni audio per la traduzione simultanea. Il palco è montato su bracci elevatori che ne permettono la fuoriuscita fino ad un metro dal livello di calpestio. Il complesso è servito da un impianto di climatizzazione a tutt'aria, convogliato da una vicina centrale. Le singole zone del edificio sono corredate di tutta una serie collegamenti agli impianti tecnologici al fine di poter permettere altre installazioni. L'Ente Autonomo Fiera di Roma, con un successivo appalto, ha ampliato le possibilità funzionali di questo complesso tramite la costruzione di un edificio contiguo, edificato verso l'ingresso principale del quartiere fieristico (Viale C. Colombo). Il Palafiera rappresenta ancor oggi la più grande e qualificata area polifunzionale per congressi della capitale. Dal 1990, anno della inaugurazione, ha ospitato i più importanti congressi politici, meeting di livello mondiale, esposizioni, serate di gala, concerti, spettacoli vari ed alcune sfilate di moda, soddisfacendo appieno a tutte le esigenze. Il "PALAFIERA" da uno schema dell'Ente Fieristico.
L'appalto
portato a termine nel quartiere fieristico romano comprendeva, oltre ai
due edifici descritti in precedenza, una serie di altri lavori di grande
importanza. Come detto, la struttura di copertura del Palafiera è
stata estesa ad un piazzale di nuova esecuzione che costituisce una zona
a cielo libero, dotata di arredo urbano, funzionalmente contigua alla grande
sala convegni. Sul lato opposto del piazzale è stato edificato il
nuovo ingresso di Viale dell'Arcadia (foto), che riveste la funzione primaria
di accesso all'area congressuale. Molti padiglioni del quartiere fieristico
sono stati interessati da lavori di adeguamento impiantistico tecnologico
e normativo. Molte strutture sono state completate all'interno con controsoffitti
di tipo REI e varchi rispondenti a norme di sicurezza. La gran parte degli
impianti tecnologici e delle utenze esistenti nel quartiere è stata
accentrata con la costruzione delle nuove centrali tecnologiche. In questo
complesso svolge la parte primaria la grande centrale di trattamento aria
che come detto, serve l'area congressuale del Palafiera. Una grande galleria
dei pubblici servizi è stata realizzata secondo una direttrice che
unisce tutte le nuove realizzazioni dell'appalto. Nel grande cavidotto,
costruito in cemento armato in opera, completamente ispezionabile, si diramano
tutte le utenze ed i servizi diretti alle varie zone ed edifici del quartiere. |