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Comune
di Roma La Casina delle Civette
La Casina delle Civette restituita all'antico splendore C'era
una volta un Principe fantasioso e malinconico
"Sapienza e solitudine"
era il suo motto, scolpito nella pietra sopra la porta di casa. Nerissimi
pipistrelli di stucco volavano in girotondo nel cielo dipinto di blu della
sua stanza, illuminata da un lampadario decorato con civette di ferro battuto.
La civetta, inquietante uccello notturno, simbolo di chiaroveggenza, era la
sua immagine preferita, moltiplicata con ossessiva insistenza in ogni angolo
della casa.
"Casina
delle Civette" venne perciò chiamata l'eccentrica residenza romana
del Principe Giovanni Torlonia, sorprendente fusione di architettura e decorazione
eclettica, costruita tra Otto e Novecento nel cuore del parco di famiglia,
sulla Via Nomentana, accanto al Casino Nobile, la grande villa neoclassica
dove avrebbe vissuto Mussolini. Occupata dal '44 al '47 dal Comando alleato
e danneggiata dai soldati; riconsegnata nel '48 ai proprietari ma non restaurata;
acquistata nel '78 dal Comune di Roma, che aprendo il parco al pubblico dimenticò
tuttavia di assicurare la sorveglianza degli edifici; saccheggiata quindi
dai ladri e dai vandali ( e da curiosi in caccia di souvenir); e infine nell'estate
del '91, devastata da un incendio; la Casina delle Civette - ridotta ad uno
scheletro desolato - è stata appena riaperta al pubblico dopo un lungo
e costoso restauro finanziato dal Comune
Una favola a lieto fine, dunque.
Alcuni particolari della singolare architettura della Casina
Spazi esterni ed interni ricchi di accurate finiture
La Casina, ora adibita a Museo dal Comune di Roma, è un vero e proprio miscuglio di stili. Un collage di materiali: mattoni in vista e legno, pietra e rame, vetro e ferro battuto, pietra di travertino e peperino. Una estemporanea esplosione di elementi architettonici che paiono assemblati da un bambino capriccioso: logge e balaustre, parapetti e comignoli, mensole e capitelli, colonnine e terrazzini. E all'interno, una sequenza di stanze ricche di stucchi e mosaici, maioliche e ceramiche decorate. Ad armonizzare gli spazi, dall'esterno all'interno e viceversa, una straordinaria serie di vetrate artistiche, che costituiscono da sole il "Museo della Vetrata". Una raccolta di elementi artistici che documenta l'evoluzione di questa forma d'arte nel Novecento, il tutto, incorniciato come in una favola.
Uno spaccato architettonico dauna pubblicazione di prestigio
Le meravigliose vetrate artistiche, inserite ovunque
Alcune vetrate artistiche ubicate nel nuovo Museo
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