Comune di Roma
Lavori di Restauro di Palazzo Braschi
Museo di Roma

Palazzo Braschi è situato nel cuore della Roma rinascimentale, tra Piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II. L'edificio fu commissionato all'architetto imolese Cosimo Morelli quale residenza di Luigi Braschi Onesti, nipote di Pio VI eletto papa nel 1775. Costruito con le ricchezze che il pontefice aveva fatto affluire nelle casse del nipote, grazie all'attribuzione spegiudicata di molteplici privilegi, fu costruito sull'area dove sorgeva il quattrocentesco palazzo di Francesco Orsini. Demolito Palazzo Orsini nel 1791, i lavori per il nuovo edificio progettato da Cosimo Morelli iniziarono l'anno successivo. Interrotti con l'occupazione francese del 1798, che costò la morte in esilio a Pio VI, la costruzione riprese nel 1802. Nel 1804 era compiuto lo scalone monumentale e forse anche la cappella del primo piano, attribuita a Giuseppe Valadier. I problemi economici del duca Luigi Braschi Onesti non permisero il completamento del Palazzo che, alla sua morte nel 1816, era parzialmente incompiuto. Venduto dai suoi eredi nel 1871 allo Stato Italiano, l'edificio fu destinato a sede del Ministero dell'Interno e, in seguito, di varie istituzioni fasciste. Dopo la guerra vi alloggiarono, fino al 1949, trecento famiglie di sfollati. Gravi danni furono provocati agli affreschi e ai pavimenti dai fuochi che vi venivano accesi; numerose furono le distruzioni e le ruberie. Dal 1952 vi ha sede il Museo di Roma, ma solo recentemente, nel 1990, la proprietà dell'edificio è passata dallo Stato al Comune di Roma che ha dato inizio, alla vigilia dell'anno Giubilare del 2000, ai lavori di restauro dell'intera opera.

I lavori realizzati a palazzo braschi hanno riguardato il restauro conservativo delle facciate esterne e delle facciate della corte interna, il rifacimento completo delle coperture, le opere di consolidamento statico su solai , volte e paramenti murari, la ristrutturazione completa dei sottotetti, del piano iv (destinato ad uffici) del piano primo, terra e seminterrato, il rifacimento a norma di legge di tutti gli impianti tecnologici nonché le opere di restauro dello scalone monumentale.
I lavori eseguiti in tempi ristrettissimi sono stati ultimati nei tempi concordati e sono uno degli esempi migliori di programmazione ed organizzazione logistica-temporale nella storia del Gruppo Gherardi. Grazie all' adeguamento quindicinale del programma dei lavori ed al piano programmatico degli approvvigionamenti è stato possibile impiegare quotidianamente un numero elevatissimo di manodopera che ha consentito il rispetto dei tempi di contrattuali. È stato possibile lavorare su più fronti nel cantiere contemporaneamente, infatti si è lavorato nello stesso tempo al rifacimento delle coperture, e delle facciate esterne, alle varie opere di consolidamento ai vari livelli per finire alla ristrutturazione di ogni piano affrontato ognuno come singolo cantiere.

Smontata la gru dalla corte interna si è potuto procedere per finire al rifacimento delle facciate interne e poi al rifacimento della pavimentazione del cortile. L'interconnessione con la parte del museo che è rimasta operativa ha vincolato soprattutto la realizzazione degli impianti (basti pensare ai vari impianti di sicurezza ) ma anche queste difficoltà sono state superate grazie alla programmazione degli interventi ed alla collaborazione della direzione del museo .

OPERE DI CONSOLIDAMENTO STATICO
Il consolidamento statico dell'edificio ha interessato tutti i solai ai vari piani ma soprattutto il rinforzo di gran parte delle volte in muratura. Tale intervento è consistito , una volta rimossi i rinfianchi, nel rifacimento di una soletta in c.a. di spessore cm.8 armata con rete elettrosaldata spinottata alla volta muraria esistente e saldamente ancorata alle murature perimetrali mediante l'ausilio di ferri di attesa gettati con resina in appositi fori predisposti e cordoli in c.a.. Un getto sovrastante con materiale alleggerito ha consentito di riportare la quota per la posa della pavimentazione. Altra tappa fondamentale è stata la posa in opera di catene metalliche in acciaio tipo diwidag che ha consentito di" riammorsare" murature in precario stato. Opere di consolidamento statico sono state eseguite anche sulle strutture portanti del tetto che hanno subito come tutte le parti in legno il trattamento antiparassitario.

RIFACIMENTO DELLE COPERTURE
I tetti sono stati completamente ristrutturati . Smontato il piano di tegole esistente si è proceduto alla revisione delle strutture portanti primarie e secondarie e del pianellato per arrivare a realizzare un massetto armato ed impermeabilizzato piano di posa per la ricollocazione in opere delle vecchie tegole. L'opera è stata completata con il restauro dei comignoli esistenti, il rifacimento dei lucernari , dei canali di gronda e dei discendenti in rame. Anche le coperture piane sono state completamente rifatte sia a livello di pavimentazione che di impermeabilizzazione.

IL RESTAURO DELLO SCALONE PRINCIPALE
Le opere di restauro hanno interessato sia gli elementi lapidei ( marmi decorativi e travertini), che gli intonaci e gli stucchi. Gli elementi lapidei oltre ad essere trattati per la pulizia con acqua nebulizzata e spazzole sono stati prima integrati sulle parti mancanti con tasselli di materiale similare e consolidati con l'applicazione di perni in acciaio opportunamente ancorati alle murature sottostanti , Le stuccature delle lesioni con resine epossidiche, hanno completato l'intervento. Gli intonaci sono stati consolidati e tinteggiati a calce. Di particolare interesse il restauro degli stucchi e la loro integrazione mediante elementi ottenuti da calchi. L'intervento è stato eseguito in stretta collaborazione con la soprintendenza competente.

RESTAURO CONSERVATIVO DEI PROSPETTI
Sia i prospetti esterni che quelli della corte interna sono stati interessati dall'intervento. Compiute le indagini storiche e di laboratorio atte ad individuare l'originaria facies dei prospetti si è proceduto alle fasi di restauro vero e proprio che hanno visto, oltre le opere di pulizia con acqua nebulizzata e spazzole degli elementi lapidei e dei mattoni di facciata, le opere di consolidamento e ricoesione dei travertini e la scialbatura finale. I prospetti sono stati riportati al loro antico splendore anche per il restauro degli infissi esterni che ha previsto tra l'altro la rimozione delle persiane in quanto non esistenti nei prospetti originari.

Particolarmente interessante è stato il restauro degli stemmi di facciata sugli angoli di Piazza Navona e Piazza di Pasquino che sono stati effettuati dopo varie ricerche storiche ed il ritrovamento nei magazzini del museo di tutti i frammenti degli elementi distrutti. La ricostruzione di questi ultimi, ottenuta con accurata e professionale precisione ed il loro riassemblamento in opera, hanno permesso di restituire al palazzo gli stemmi nella loro originale fattura. A completamento delle opere esterne c'è da ricordare il completo rifacimento della pavimentazione della corte interna, in cubetti di porfido con inserti in travertino, ed il nuovo impianto di illuminazione.

OPERE DI RISTRUTTURAZIONE INTERNA
I lavori di ristrutturazione degli spazi interni hanno portato ad una nuova e più funzionale distribuzione dei vari settori operativi a servizio del museo. Al piano terra è stata realizzata la nuova biglietteria e la centrale di monitoraggio, al piano primo ammezzato gli uffici della direzione, il laboratorio fotografico ed il magazzino delle stampe al quarto piano gli uffici operativi ed i laboratori di restauro , mentre il piano seminterrato è stato destinato a magazzini di opere lapidee e alla centrali tecnologiche. Tutti gli interventi sono stati realizzati in conformità alla legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche e fra questi una parola a parte va spesa per i lavori del quarto piano. La ristrutturazione ha consentito di realizzare ambienti di alto profilo estetico che manifestano il loro splendore nel giusto impasto di colori e materiali che si fondono in perfetta armonia. Il pavimento in cotto, le pareti color pastello ma soprattutto il restauro dei vecchi cassettonati in legno , riportati al loro vecchio splendore, conferiscono a questo intervento un carattere di assoluto pregio e singolarità. Non di secondaria importanza è stata la ristrutturazione degli ambienti espositivi al piano primo e secondo che hanno visto tra l'altro l'esecuzione di una pavimentazione in listoni di parquet montati a disegno e opere di tinteggiatura decorativa sulle pareti realizzate nel rispetto delle cromie originali.

IMPIANTI TECNOLOGICI
Sono stati realizzati ex novo tutti gli impianti elettrici che hanno previsto oltre alla esecuzione della distribuzione primaria e secondaria sia per la forza motrice che per l'illuminazione, la realizzazione della cabina di trasformazione, del quadro generale e di tutti i quadri di piano e secondari. Anche gli impianti di sicurezza sono stati completamente rifatti secondo le più recenti metodologie adottate per i musei e collegati con gestione intelligente alla centrale operativa. Gli impianti termici, anch'essi completamente rifatti, hanno previsto la realizzazione di un Impianto di raffrescamento estivo e riscaldamento invernale alimentato da un gruppo frigorifero con funzionamento a pompa di calore ed elementi terminali a fan-coils. Relativamente agli impianti realizzati c'è da ricordare l'esecuzione degli impianti di rivelazione ed estinzione antincendio ( idranti) ,gli Elevatori per i disabili, ma soprattutto un nuovo ascensore, costruito con una gabbia metallica interamente rivestita in pannelli di alluminio ed ubicato all'interno della chiostrina interna che permette dall'atrio principale di poter raggiungere tutti i piani.